Pagine

venerdì 7 agosto 2020

Ariano nel Polesine: Mario Tozzi ed Enzo Favata hanno raccontato i miti del Mediterraneo


Tra ville e giardini a S. Maria in Punta, lo spettacolo circondato dalle acque del Po
Mario Tozzi ed Enzo Favata, raccontano i miti del Mediterraneo
                                                                  
ARIANO NEL POLESINE (RO) – Tra ville e giardini, la rassegna itinerante di spettacolo dal vivo, ideata da Claudio Ronda e dalla Provincia di Rovigo, ormai 21 anni fa, rinnova più che mai il suo spirito avventuroso nello scoprire nuovi palcoscenici naturali e nuove espressioni culturali da offrire agli spettatori. Ieri sera (6 agosto), sul sagrato della chiesetta romanica di S. Maria del Traghetto, a S. Maria in Punta, all’estremità occidentale dell’isola fluviale di Ariano nel Polesine, ha portato in scena un geologo ed un musicista, che sono riusciti a rendere coinvolgente e artistica addirittura la spiegazione scientifica dei più noti miti dell’antichità.


 “Mediterraneo le radici del mito” è il titolo dello spettacolo; e lo scienziato è Mario Tozzi, col suo eloquio travolgente carico di verve, sottolineato dalle suggestioni sonore di Enzo Favata, sassofonista abilissimo nel filtrare elettronicamente dal vivo il suono del suo clarinetto, amplificato dall’ambiente naturale tutt’attorno. Il risultato è il pubblico rapito in partecipato ascolto per quasi due ore.


Le catastrofi naturali sono alla base della storia umana e anticamente non se ne conoscevano le cause scientifiche, per cui è nata la mitologia, storie di dei e di leggende, affascinante “tentativo di spiegare qualcosa che è inconoscibile”. Da sempre terremoti, maremoti, esplosioni vulcaniche, hanno tanto attirato i sapiens, da tentare spiegazioni fantasiose, alla base delle quali c’è sempre una ragione scientifica. Dall’esplosione del vulcano Tambora in Indonesia, che causò l’anno senza estate, il 1816, quello della battaglia di Waterloo tra il fango e la pioggia dipinti da Turner; alla leggenda di Namazu, il pescegatto giapponese che provoca i terremoti, contrapposto ai santi italiani Emidio e Sebastiano che dovrebbero proteggere il popolo, con risultati “discutibili”: l’evento sotterraneo riordinatore del mondo nipponico, opposto al fatalismo nostrano, che si affida ad entità celesti che il mondo un po’ lo snobbano. Anche i miracoli hanno delle spiegazioni scientifiche, come le visioni di Lourdes o della Pitia dell’oracolo di Delfi, ma non importa che siano veri o no. Stanno sul piano della fede.

Nel vento sonoro di Favata, quel sibilo che percorre i sottobanca arginali oltre i quali il Po scorre placido, all’umidità della notte si unisce un interrogativo: e se fosse la Sardegna la terra all’origine del mito di Atlante narrato da Platone?

Le evidenze geologiche parlano di nuraghi a sud del Campidano affondati totalmente nei depositi fangosi, mentre quelli sulle colline sono rimasti intatti: come se un gigantesco tsunami fosse salito dal mare distruggendo ogni cosa sotto la violenza di acqua e fango. Accadeva nel XIII secolo avanti Cristo e della civiltà antica dei nuraghi non si seppe più nulla. Salvo poi incrociarsi con la comparsa degli Etruschi, coincidenze?

Riflessioni condivise con curiosità dagli spettatori, che sottolineavano di tanto in tanto con risate e applausi la loro presenza attiva, per una serata di alta cultura tradotta magistralmente in suoni e immagini dall’inedito duo Tozzi-Favata. Tra ville e giardini, ancora una volta ha offerto uno spettacolo innovativo, portando dei personaggi celebri della tv e della musica, in un angolino sconosciuto di Polesine, incastonato tra due argini. Anche questo, in fondo, è un miracolo, con la sua spiegazione.


Nessun commento:

Posta un commento