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sabato 8 agosto 2020

Adria:Da Piazza Cavour lo sguardo intenso di Maria Antonietta


A Tra ville e giardini, una serata poetica ai bordi del Canalbianco
Sotto lo sguardo intenso di Maria Antonietta
                                                                  

ADRIA (RO) – In una poetica serata adriese, con le riviere del Canalbianco illuminate e qualche capannello timido di persone smaniose di libertà, le mille voci di Tra ville e giardini si sono definite in quella argentina di Maria Antonietta, cantautrice e scrittrice marchigiana, che ieri sera (7 agosto), si è esibita in piazza Cavour.
Quarto appuntamento della rassegna di spettacolo dal vivo, uno di quelli poco convenzionali, per un’artista della scena musicale indipendente, che ha imbastito in uno “zibaldone”, come lei lo ha definito, una trama di poesie e letture effettuate durante il lockdown, e un ordito di brani tratti da tutto il suo repertorio, accompagnandosi solo con la sua chitarra.

 “Solo show” è il titolo della performance e la condivisione di pensieri e spazi è l’intento dell’artista, che con estremo coraggio, mette a nudo la “vera sé”, le ansie e paure di una vita, seppur giovane o, forse, proprio perché tale. “Arte e poesia sono linguaggi universali – ha detto Maria Antonietta dal palco – capaci di mettere in comunicazione tutti gli esseri viventi. Le parole sono importanti, cambiano la realtà, vincono il tempo, lo spazio, le difficoltà, la distanza… dobbiamo averne cura”.

 Già questo dà la misura della novità: in un mondo fatto di velocità, di suoni sentiti e non ascoltati, di immagini sfuggenti, chiedere allo spettatore di fermarsi ad ascoltare la poesia, richiede una buona dose di coraggio.


Dalla riflessione sul senso della vocazione di ciascuno e della fedeltà a sé stessi, anche se è faticoso, con l’aiuto del poeta Giovanni Giudici di “Una sera come tante”, Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini, passa ai commenti sull’umidità serale del Polesine. Ma è solo la trasparenza e semplicità, di una persona profonda, che condivide tutta sé stessa col pubblico. “La poesia ti inchioda proprio quando sei più debole” – commenta – e la debolezza di quando si è perso una persona cara e si pensa che si poteva esser più gentili quando c’era tempo, è la riflessione successiva, ispirata da Philip Larkin e dalla sua “Il tagliaerba”, versi accorati, dedicati ad un piccolo porcospino. 


“E’ bizzarro – dice – esistiamo solo quando lo sguardo di un altro si posa su di noi, come il bambino quando nasce. Esisto grazie a te e non per te. Esistiamo perché siamo sotto lo sguardo di qualcuno. Le cose belle nascono sempre dalla condivione”.

Quando imbraccia la chitarra Maria Antonietta sfodera grinta e determinazione, la sua voce limpida e cristallina, quasi fa a pugni con i testi crudi, intensi, perturbanti, a tatti criptici come la mente umana ed i desideri frustrati. Deluderti è il primo brano dell’omonimo album “Deluderti” (2018, La tempesta dischi), con piglio volitivo va dritto al punto: “Io non ho intenzione di deluderti, ma questa è la mia faccia, la mia fiducia non intatta”.

 “Ancora non mi sono adattata a questo tipo di universo, come fanno tutti gli animali e gli uomini intelligenti”, è il testo di Animali (2013). Semplicità e realismo non sono facili da giudicare, ma nemmeno serve. Maria Antonietta è un’artista che va ascoltata con estrema attenzione come le cose difficili, che poi danno soddisfazione.


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