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venerdì 15 maggio 2020

Adria:Antonio Giolo"11 anni di collaborazioni e mai con divisioni di tipo politico"


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Antonio Giolo, traccia i suoi 11 anni alla guida della Fondazione scolastica Bocchi e passa il testimone alla neo presidente  Elena Passadore,
 Ci racconta della sua esperienza come Presidente della Fondazione Bocchi?

Non mi è facile rispondere a questa domanda perché sono tante le attività messe in atto in questi undici anni. Le ho elencate in un documento che ho predisposto per il Presidente e il nuovo Consiglio di Amministrazione. In primo luogo credo un fatto estremamente positivo sia stato che le decisioni, grazie alla collaborazione di un ottimo Consiglio di Amministrazione, sono state quasi sempre prese all’unanimità e mai con divisioni di tipo politico. E’ stata una gestione che ha cercato di essere super partes e per il bene esclusivo della Fondazione, della scuola e della città. Oltre alle normali attività di consegna delle Borse di studio ogni anno all’interno di concerti sempre diversi, posso accennare ad alcuni interventi che ritengo fra i più significativi:

-          La valorizzazione della Collezione di stampe antiche della Fondazione, attraverso la pubblicazione del Catalogo “Il diletto dell’immagine”;

-          La realizzazione del MAAD (Museo d’Arte Adria Delta), che ha organizzato diverse mostre molto interessanti, come “Attraverso”, “C’era una volta in Russia”, “Adria nascosta” ecc.;

-          L’avvio, insieme alla Fondazione Museo della Bonifica Ca’ Vendramin, del CE.RI.DO. (Centro di Ricerca e Documentazione del Delta);

-          La pubblicazione presso l’editore Apogeo, dei cinque Quaderni della Fondazione sul ruolo che ha avuto la Fondazione nella promozione delle scuole superiori di Adria e sulle vicende di Adria e del Polesine durante il Risorgimento e nel corso della prima guerra mondiale;

-          L’aver ospitato nella Sala Bocchi tante conferenze e presentazioni di libri. 



2.      Che cosa rappresenta per lei la Fondazione Bocchi?

Un ente culturale fondamentale per Adria e per il Delta. La nostra è una fondazione scolastica, però è importante connettere la scuola alla società, creando occasioni di crescita culturale per tutta la popolazione. I convegni che abbiamo organizzato, con la partecipazione degli studenti delle superiori, da cui sono nati i Quaderni che abbiamo pubblicato, hanno visto la l’intervento dei maggiori studiosi di storia locale del Polesine.

     



4.      Quale è stato uno dei momenti significativi vissuti come Presidente della Fondazione?

Ne cito due: 1) la re-intitolazione della Piazza Bocchi, negli anni 1980 erroneamente attribuita a Francesco Antonio, a Carlo Bellino Bocchi, che qui aveva il suo giardino; Carlo è il nostro mecenate che aveva dato tutti i suoi beni per realizzare “uno stabilimento di educazione”; 2) l’inaugurazione del MAAD, che è costata tanto impegno, anche finanziario, ma che ha dato alla città il più importante spazio espositivo a disposizione dell’arte moderna.



5.      Un suo commento sulla città di Adria nel contesto storico/geografico e un messaggio per le giovani generazioni.

Adria ha un grande passato di cui è giustamente orgogliosa, ma non è altrettanto determinata ad affermarsi nel presente e nel futuro. Troppo lacerata da beghe interne, politiche e di piccoli gruppi, non riesce a svolgere quel ruolo propulsivo che le sarebbe congeniale nell’ambito del Delta del Po. Proprio perché qui non trovavano sbocchi lavorativi adeguati molti giovani, a cominciare dai miei figli, sono andati altrove. Ci vuole un’azione convergente di tutte le migliori energie nell’ambito della cultura, delle professioni, del mondo del lavoro per aprire Adria alla realtà regionale e al mondo, e per dare qui ai giovani possibilità di lavoro e di vita. 


Che cosa eredita la nuova Presidente?
Siamo in un momento difficile per tutti e anche la Fondazione, che si regge economicamente sugli affitti degli immobili di sua proprietà, ne risente. In questi anni la Fondazione ha conosciuto dei cambiamenti notevoli, poiché la maggior parte dei locali era affittata al Comune di Adria che li ha rilasciati progressivamente. Grazie al nostro impegno volontario, e anche a quello del segretario della Fondazione, siamo riusciti a riaffittarli tutti, adeguando i canoni ai valori di mercato, mettendo in atto anche diversi e costosi interventi di restauro. Resta solo inutilizzata la Scuola Rossa, accanto al Liceo, ma potrà essere messa a disposizione degli Istituti se potrà servire per il distanziamento ora necessario per l’emergenza coronavirus. Anche se c’è stata una riduzione delle entrate la Fondazione è sana economicamente, pur avendo realizzato innumerevoli attività. Sta alla nuova Presidente e al nuovo CdA decidere se e come continuare l’azione di animazione culturale.

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