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mercoledì 1 gennaio 2020

Adria: Il medico veterinario Matteocci, parla degli effetti dei botti sugli animali


La dottoressa Cristiana Matteocci, medico veterinario esperto in comportamento animale (Fnovi), educatore cinofilo cognitivo zoo antropologico (Ficss) e istruttore cinofilo riabilitatore (Ficss)chiarisce alcuni aspetti sul comportamento degli animali, dovuti ai botti.


Qual è il motivo per il quale i botti spaventano gli amici a quattro zampe? Che cosa li differenzia dall’uomo?

Rumori improvvisi e forti come spari, temporali e i fuochi d'artificio sembrano essere il tipo più comune di paura nel cane e nel gatto. I casi di animali feriti o che vivono in uno stato di stress eccessivo per tutto il periodo delle festività di fine anno preoccupa noi medici veterinari che sempre più spesso veniamo interpellati dai proprietari di animali per aiutare i loro amici che soffrono terribilmente.

I dati scientifici che attualmente disponiamo ci confermano che tanto gli esseri umani quanto gli altri mammiferi sono in grado di provare emozioni. Il professor Kenneth Dodge della Duke University, consulente della Casa Bianca su problemi dei disturbi comportamentali dei bambini, afferma che “tutti i processi di elaborazione delle informazioni sono emozionali, nel senso che l’emozione è l’energia che dirige, organizza, amplifica e modula l’attività cognitiva”. Gli scienziati sono concordi nel distinguere emozioni di tipo primario o di base (gioia, paura, rabbia, tristezza, disgusto e sorpresa) e emozioni di tipo secondario o complesse (gelosia, orgoglio, rimpianto ecc..): le prime, riconosciute anche negli animali, sono presenti dalla nascita, sono universali e condivise tra mammiferi, uccelli e addirittura rettili. Le seconde per ora sono associate solo alla specie umana e derivano dall'elaborazione delle emozioni primarie.

Tra le paure innate presenti dalla nascita nel cane e nel gatto c’è la paura del vuoto e quella dei rumori forti. La detonazione improvvisa, violenta e imprevedibile spaventa i nostri amici animali. Le emozioni di base sono legate alla sopravvivenza, sono meccanismi fisiologici con funzione adattativa rispetto all'ambiente in cui si vive e sono da considerarsi tutte positive e indispensabili: provare paura o dolore è necessario! Se un animale non avesse paura, per esempio di un predatore, non scapperebbe e perirebbe sotto le sue fauci. Quindi avere paura dei botti è normale.

La differenza tra un animale e l’uomo nella risposta ai botti di Capodanno è quella dell’impossibilità da parte dell’animale di gestire lo stimolo rumoroso e di trovarsi nella condizione di non avere una via di fuga che gli permetta di allontanarsi dallo stimolo pauroso. Voglio però ricordare che i rumori forti spaventano non solo gli animali ma anche bambini piccoli o ipersensibili.



Che cosa significa che sono più sensibili dell’uomo, nel sentire i rumori?

La capacità uditiva del cane è superiore a quella umana e si estende da 15 Hz a 80-100 kHz, spaziando dagli infrasuoni (< a 16 hz) e ultrasuoni (> e uguale 20 khz). In sostanza un cane è in grado di percepire a circa 20 metri di distanza un suono che un uomo non è in grado di percepire ad appena 5 metri di distanza. Non solo è possibile per i cani percepire frequenze quasi doppie rispetto alle orecchie umane, ma possono anche ascoltare i suoni circa quattro volte più lontani rispetto agli umani. Va considerato inoltre che lo stimolo evocatore di paura si caratterizza non solo per il rumore, ma anche per altre qualità che possono essere classificate e riconosciute dagli altri sensi molto sviluppati come quello dell’olfatto. Gli stimoli che anticipano l’evento stressogeno diventano importanti per il soggetto poiché in questo modo sarà capace di predire l’evento negativo e evitarlo ancor prima che si scateni. Questo fenomeno in etologia si chiama anticipazione emozionale e insieme alla capacità di generalizzazione ovvero di attribuire lo stesso significato a due o più eventi simili (un esempio può essere un cane che in principio ha paura solo del rumore del tuono e poi diventa sensibile anche al rumore dei botti di Capodanno poiché simili) caratterizza lo stato patologico della fobia complessa.

Ci sono dati scientifici che dimostrano gli effetti negativi dei botti su cani e gatti?

Esistono numerosi studi che dimostrano i danni negativi sugli animali provocati dai botti di Capodanno. Ma non dimentichiamoci anche dei danni per l’uomo: il Codacons riporta un vertiginoso aumento delle polveri sottili, tra cui le polveri di stronzio, bario, rame, alluminio, titanio e ferro, oltre a ricordare i centinaia di feriti che ogni anno provoca questa barbara usanza.

Come si manifesta la loro paura a livello comportamentale?

La risposta alla paura è un comportamento normale e autoprotettivo che agisce per promuovere la sopravvivenza dell'individuo innescando reazioni di difesa a stimoli potenzialmente minacciosi. Quando la risposta allo stimolo minaccioso diventa eccessiva rispetto allo stimolo, o ha un’intensità e una durata eccessiva rispetto alla minaccia reale o quando viene innescata da stimoli non minacciosi in medicina veterinaria si parla di fobia. Lo stato di fobia negli animali è caratterizzato da una reazione di paura marcata, persistente ed eccessiva di oggetti o situazioni circoscritti chiaramente distinguibili. Lo stato emotivo che caratterizza la fobia dei botti di fine anno nel cane e nel gatto è assimilabile ad un attacco di panico.

La paura dei rumori si manifesta con una risposta comportamentale individuale caratterizzata dall’attivazione del sistema simpatico. I comportamenti più frequenti sono: tentativi di nascondersi (sotto i mobili o dietro il proprietario), distruttività (nel tentativo di cercare di sfuggire allo stimolo), eliminazioni di feci spesso molli o urine, vomito, agitazione motoria, aggressività o ricerca del contatto, comportamenti come sbavare, abbaiare, biascicare, sbadigliare, autolesionismo, ansimare e tremare. Ovviamente nel caso di un comportamento di paura questi saranno lievi e verranno a cessare appena lo stimolo pauroso finisce, mentre diventano preponderanti e persistono a lungo tempo dopo che lo stimolo pauroso è terminato durante uno stato di fobia.

Quali sono i consigli  minimi di civiltà  per tutelare  il benessere dei nostri animali?

Il primo consiglio che mi viene da dare è quello di non lasciare fuori casa o in balcone/terrazza i nostri amici animali. Un cane chiuso dentro un recinto in giardino o legato alla catena potrebbe lesionarsi nel tentativo di fuggire allo stimolo pauroso oppure fuggire spaventato e perdersi. In quest’ultimo caso è bene mettere un collare all’animale con la medaglietta contenente il nostro numero telefonico, così essere rintracciati nel caso di fuga.

Quali sarebbero invece delle buone prassi da seguire in caso di un animale spaventato ?

-         Fare una passeggiata lunga e rilassante nelle ore che precedono l’inizio dei festeggiamenti, così da evitare di dover portare il cane fuori durante le detonazioni rumorose

-         Offrire un pasto leggero verso le 18.30

-         Accendere la radio o la tv affinchè ovattino il rumore esterno

-         Distrarre con un gioco il cane o il gatto se lo desiderano

-         Offrire un riparo se lo cerca, lasciando per esempio la porta del bagno aperta permettendo al cane di rifugiarsi dentro la doccia (luogo spesso scelto dall’animale poiché è solitamente quello più insonorizzato della casa) oppure sotto il letto

-         Offriamogli la nostra compagnia e contatto qualora lo gradisca (ci sono cani che al contrario evitano il contatto quando spaventati) senza trasmettergli ansia

-         Per i gatti offrire un riparo in alto, una scatola di cartone dove nascondersi, aggiungi le risorse nella stanza predisposta al loro rifugio: ciotole, tiragraffi, giochi e le lettiere.

-         Evitare di dare farmaci fai da te ma consultare sempre un veterinario esperto in comportamento.



Ha dei consigli da dare a chi ci legge?

Inviate i vostri amici a trascorrere il Capodanno in casa da voi senza botti ma con tante bollicine

Cosa pensa  delle  ordinanze per vietare i botti rumorosi?

Sono un atto di civiltà che ogni Comune dovrebbe recepire

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