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giovedì 9 settembre 2021

Adria: Il Movimento Civico Ibc propone di onorare Matteotti per allontanare le ombre del fascismo

Il movimento civico Impegno per il Bene Comune ritiene che Adria abbia gli anticorpi necessari per contrastare i rigurgiti fascisti che periodicamente si manifestano sui muri con scritte tristemente nostalgiche e sui social con messaggi violenti di intolleranza o con allusioni negazioniste e razziste. La guardia va, però, sempre tenuta alta perché la storia ci insegna come sia facile perdere la libertà a causa dell' indifferenza, dell'ignoranza, dell'insipienza e come la si possa riconquistare solo con duri sacrifici. Questo ci impone di attuare ogni iniziativa che consenta di affermare i principi democratici su cui si fondano le nostre istituzioni, tracciando un solco sempre più netto e profondo che ci separi definitivamente da quel ventennio nero.
"Per questo motivo - afferma il coordinatore Leonardo Bonato - invitiamo l'Amministrazione Comunale ad accertare se anche il nostro Comune, come altri purtroppo in quel triste periodo, per sudditanza o per opportunismo, abbia conferito la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini; se così fosse e se malauguratamente quel riconoscimento non fosse più stato cancellato negli anni successivi alla caduta del fascismo, è auspicabile che si proceda senza indugio per revocare quel provvedimento. Sarebbe un atto dall'alto valore simbolico, necessario per riaffermare con forza la netta presa di distanza della città di Adria da un dittatore responsabile di aver perpetrato e ispirato innumerevoli delitti e vessazioni e di aver trascinato il Paese nel tragico vortice di una guerra assurda a fianco della Germania nazista. Altri sono gli italiani da onorare e gli esempi da seguire. Ai ragazzi che si ostinano a scrivere "viva il duce" vogliamo ricordare la limpida figura di un giovane intellettuale, Piero Gobetti, morto a 25 anni per i postumi di un'aggressione squadrista solo perché strenuo difensore delle libertà più elementari, annullate dopo la conquista del potere da quello stesso duce. Ai pochi nostri concittadini che ancora inneggiano al fascismo vogliamo ricordare l'adriese Giovanni Maddalena, che dopo l'avvento di quel fascismo fu allontanato dall'insegnamento solo per non aver aderito al pensiero unico del regime e che subì, ultra sessantenenne, sevizie e torture negli anni della Resistenza. A tutti quelli che cercano un riferimento alto nel panorama politico del novecento diciamo di guardare a Giacomo Matteotti, il quale ebbe il coraggio di pronunciare in Parlamento nel 1924 un discorso di denuncia contro le violenze e le prepotenze fasciste, che gli costo' la vita. Proprio questo martire della libertà, nostro conterraneo, orgoglio del Polesine e onorato in tutta Italia, dovrebbe entrare nel Pantheon di Adria, e pertanto proponiamo che a lui possa essere tributata la cittadinanza onoraria post mortem”. "Ci auguriamo - conclude il coordinatore del Movimento Civico IBC- che questa proposta trovi la condivisione unanime del Consiglio Comunale adriese, per indicare un esempio positivo a cui tutta la comunità possa far riferimento e per esortare idealmente ad esclamare "viva Matteotti", simbolo autentico di difesa e promozione della democrazia”.

mercoledì 8 settembre 2021

Assessore Andrea Micheletti: "Adria rimarrà centro operativo per quanto riguarda i servizi per la cittadinanza."

Assessore Andrea Micheletti: "Adria rimarrà centro operativo per quanto riguarda i servizi per la cittadinanza."
Apprezziamo la preoccupazione dei consiglieri leghisti adriesi, per il centro operativo di Viale Risorgimento. Preoccupazione che puntualmente si traduce in altisonanti proclami "acchiappa consensi" e mai in lavoro politico concreto per la propria comunità, visto che Ecoambiente registra un Consiglio di Amministrazione che è di nomina politica, ed è il frutto di un accordo tra partiti di centro destra e PD. Ricordiamo che quei consiglieri di minoranza si vantarono compiacenti in consiglio comunale di come la candidata sostenuta dalla maggioranza adriese nel CDA fosse stata esclusa dagli accordi tra i partiti. La riorganizzazione dei centri operativi non riguarda solo Adria ma tutto il Polesine e prevede un'evoluzione della raccolta rifiuti e della ridistribuzione dei servizi in tutto il Polesine per il 2023. In questo contesto di riorganizzazione il piano industriale prevede che il centro di Viale Risorgimento rimanga attivo per fornire servizi specifici per il Comune di Adria: spazzamento, manutenzione dei cestini, etc. Una riorganizzazione pensata in base alla morfologia del nostro territorio molto lungo e stretto, ricercando un compromesso tra la volontà di mantenere i servizi importanti in città e le distanze che ci sono tra Melara e Porto Tolle. "Voglio rassicurare i cittadini e le cittadini adriesi - afferma l'Assessore al decoro urbano Andrea Micheletti - chi dice che l'Ecocentro di Adria sta per chiudere i battenti mistifica la realtà. Abbiamo chiesto garanzie a Ecoambiente - continua l'Assessore - questa riorganizzazione non deve avere ricadute né sulla qualità del servizio né dal punto di vista dell'aggravio dei costi né sull'occupazione. Prendiamo atto che - puntualizza l'Assessore - Ecoambiente ha scelto di non confrontarsi con le amministrazioni locali nel dare attuazione al piano di riorganizzazione, e di questo ci rammarichiamo, reclamando con il CDA il nostro diritto di essere interpellati su scelte che esigono il coinvolgimento di chi meglio conosce il territorio. É importante tuttavia - conclude l'Assessore - non distogliere l'attenzione sulle battaglie cruciali che ci attendono come quelle per i necessari investimenti da richiedere a Ecoambiente in modo che possano essere inclusi già nel prossimo piano industriale. Investimenti che devono efficientare e ammodernare l'Ecocentro di Adria con lo scopo di dare un servizio migliore ai cittadini." Al Consigliere di opposizione che evoca la perdita di centralità di Adria, altra pantomima ad uso elettorale, rispondiamo con i fatti ricordando come questa Amministrazione Civica, abbia saputo lavorare in maniera politicamente trasversale e a tutti i livelli istituzionali per portare Adria, con risultati tangibili come l’insediamento del nuovo ufficio operativo Aipo della Direzione Territoriale del Veneto nell’edificio comunale di via Mazzini, la storica convenzione per lo smaltimento dei rifiuti galleggianti, lungo il canal bianco, promossa e realizzata dalla Regione Veneto e dall’assessore Elisa De Berti con la collaborazione dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, di Infrastrutture Venete e di 50 comuni, di cui 31 in provincia di Verona e 19 in provincia di Rovigo e come il Corso di Laurea Triennale in Infermieristica dell’Università di Ferrara istituito da ULSS 5 con la fattiva collaborazione del Comune.

Adria: Assessore Matteo Stoppa “le nostre scelte politiche tutelano le realtà sportive”

Adria: Assessore Matteo Stoppa “le nostre scelte politiche tutelano le realtà sportive”
“E’ evidente l’insoddisfazione personale che traspare dalle esternazioni della vecchia dirigenza della società calcistica San Vigilio, forse dovuta al fatto di non essere riusciti a rinnovarsi e a garantire continuità all'attività sportiva ai propri piccoli calciatori" Sono le parole dell’Assessore Matteo Stoppa che prosegue nell’argomentare la chiave di lettura delle dichiarazioni dell’ex vice presidente della San Vigilio, rilasciate recentemente alla stampa.” l tentativi di far passare il nuovo affidamento dell’impianto sportivo Bressan come risultato di “divergenze politiche” o rinuncia “al ruolo di tutela sociale” per scelte fatte “esclusivamente secondo bilancio”,sono facilmente smontabili”-commenta l’Assessore Matteo Stoppa, il quale ricorda che la San Vigilio decise di non partecipare al bando per l’affidamento del Bressan, nonostante avesse attivato la fusione con l’Adriese che gli avrebbe permesso di poter proseguire la gestione dell’impianto di Borgo Dolomiti. Una scelta che ha portato all’ attuale inattività della società calcistica presieduta da Sartori. “La prova dei fatti racconta di azioni amministrative e scelte politiche fatte per tutelare tutte le realtà sportive che con impegno si prendono cura delle strutture, si rinnovano nel volontariato, continuando ad insegnare le regole dello sport, con esempi tangibili anche nel sociale- prosegue Stoppa- Ricordiamo ancora una volta la delibera della giunta Barbierato che, prendendo atto delle caratteristiche degli impianti sportivi comunali, ha dato mandato agli uffici di mettere in campo le azioni adeguate per valorizzare tutte le strutture pubbliche sportive, siano esse caratterizzate o meno da potenzialità economica. I primi risultati incontestabili si sono visti sia allo stadio di Bottrighe e sia all’impianto sportivo di Borgo Dolomiti,G. Bressan, grazie all’opera del Bocar Juniors . Altri risultati li vedremo allo stadio L.Bettinazzi e negli altri campi sportivi minori. A questi risultati si aggiunge il sostegno dato per il recupero della sede, da parte della Canottieri Adria, o ancora l’affidamento del parco Grandi agli Alpini che, con il loro impegno, hanno permesso a più realtà associative di svolgere attività ludico sportive all’aperto e in piena sicurezza. Azioni concrete che traducono l’impegno del volontariato sportivo che oggi, come tutte le realtà di volontariato, sta vivendo la sfida del rinnovamento e della crescita nella qualità. A dimostrare che l’impegno gratuito a favore del bene collettivo è una cosa seria da non banalizzare mettendo scorrettamente a confronto tra loro, con parametri soggettivi e dettati da rancori, società e gruppi”-sottolinea Stoppa- Nel concludere l’Assessore Matteo Stoppa ricorda un punto importante della convenzione d’uso del Bressan, in base alla quale il concessionario, il Bocar Juniors, dovrà garantire in caso di richiesta l’utilizzo del campo "C" alle associazioni sportive senza scopi di lucro che rappresentano il centro cittadino, per un massimo di due squadre composte da bambini dai 5 ai 7 anni di età, per almeno due allenamenti di un’ora a squadra la settimana, oltre alla possibilità di disputare le partite di campionato. Area degli allegati

sabato 28 agosto 2021

DEPREDATO L’EX OSPEDALE PSICHIATRICO: LA POLIZIA DI STATO LI COGLIE SUL FATTO

La Polizia di Stato di Rovigo, costantemente impegnata contro i crimini di natura predatoria in danno di strutture pubbliche e private, nel pomeriggio del 26 agosto u.s. ha colto nella flagranza due soggetti che stavano asportando una notevole quantità di termosifoni in ghisa dall’area dell’ex-Ospedale Psichiatrico di Rovigo, sedente in via Chiarugi. L’azione criminale è stata troncata al culmine di un laborioso lavoro, durato presumibilmente alcune settimane, per lo smontaggio, da alcuni padiglioni, dei termosifoni di ghisa che avrebbero portato ad un discreto guadagno se immessi nelle filiere del riciclaggio di metalli. Con la collaborazione della Direzione dell’Azienda Sanitaria ULSS n.5, proprietaria dell’area, è stato, quindi, possibile un immediato intervento sul posto da parte degli uomini della Squadra Mobile, che hanno così interrotto l’azione criminosa che risulta estremamente deprecabile; è stata infatti violata un’area, che dal 2008 è protetta dai vincoli architettonici con provvedimento della Soprintendenza dei Beni Culturali di Verona. Risulterà, infatti, impossibile il ripristino dei luoghi in quanto durante le procedure di asporto, effettuate con un autocarro munito di un “ragno meccanico” sono stati dilaniati parecchi radiatori. Messe subito a disposizione le risultanze investigative alla dottoressa Maria Giulia Rizzo, P.M. della locale Procura della Repubblica, si cercherà di approfondire altre eventuali responsabilità. I due soggetti colti in flagranza, entrambi residenti in provincia, sono stati deferiti per il reato di ricettazione.



 

domenica 15 agosto 2021

Adria:Sindaco Barbierato “E’ Attivo in città, il piano per l’emergenza caldo a tutela e sollievo della popolazione anziana. Sempre attivo il numero Comunale 388 098 3276”

"É attivo in città il piano di intervento per l’emergenza caldo a tutela e sollievo della popolazione anziana". A darne notizia il Sindaco Barbierato che sottolinea l’importanza della programmazione attivata anche da Regione e Ulss 5 Polesana per affrontare le situazioni di emergenza
"Nella nostra città, le situazioni emergenziali possono essere gestite con le risorse del territorio prevedendo che nei pomeriggi, dalle ore 14.00 alle ore 18.30, vengano messe a disposizione degli anziani alcune sale climatizzate al Centro Diurno gestito dall’Associazione Cada; in caso di necessità verranno garantite aperture straordinarie della struttura grazie al supporto della Protezione Civile (il numero della reperibilità è il seguente: 345 0606170)" Informa il Consigliere Comunale con delega alla Protezione Civile Enrico Bonato. Per le situazioni di emergenza caldo che rendono impossibile la gestione del soggetto a domicilio, le fasi operative dell’emergenza sono, invece, le seguenti: Il Distretto socio sanitario dell’Azienda Ulss 5 Polesana Distretto n. 2 di Adria, nei soli casi di persone fragili, totalmente prive di rete familiare e che non abbiano una condizione socio economica ed abitativa tali da poter essere assistite a domicilio, in caso di emergenza caldo, nel momento in cui lo stato di salute dell’interessato permetta la dimissione dalla struttura ospedaliera, dovrà comunicare tramite Pec all’indirizzo del Comune: protocollo.comune.adria.ro@pecveneto.it i dati anagrafici della persona interessata, ed in quale struttura residenziale è stata stabilita l’accoglienza per far fronte allo stato di emergenza caldo; Il primo giorno lavorativo utile, gli Uffici dei Servizi sociali del Comune di Adria prenderanno in carico la comunicazione pervenuta, gestendo le eventuali pratiche burocratiche da attivare, il coordinamento con i Servizi sociali dell’Azienda Ulss 5 Polesana distretto n. 2 di Adria e con la struttura coinvolta nell’accoglienza del soggetto interessato. "A tutta la popolazione - conclude il Consigliere Bonato- si raccomanda di idratarsi regolarmente, di evitare di uscire nelle ore più calde della giornata e di segnalare direttamente al Comune o al numero 388 098 3276 eventuali situazioni che necessitano di struttura climatizzata per anziani". Per facilitare l’accesso alle informazioni sulle risorse e sulle opportunità nel territorio Veneto, la regione ha attivato il seguente numero verde 800 535535

sabato 14 agosto 2021

Adria: viabilità, Sindaco Barbierato “presentato un progetto per realizzare una rotatoria in via Chieppara”

“Abbiamo partecipato ad un nuovo bando regionale, per ottenere dei finanziamenti pubblici, per migliorare la rete viaria Comunale che collega siti a valenza paesaggistico-naturalistica, di interesse storico-artistico, religioso e di valenza turistica. Un bando che se andrà in porto, ci permetterà di realizzare una rotatoria in via Chieppara”. Ad annunciarlo il Sindaco Omar Barbierato
“Si tratterebbe- spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Terrentin- di trasformare in rotatoria, l’incrocio dove confluiscono via Chieppara con Viale Giuseppe Cordella e via Francesco-Nisotti.Un cambiamento che agevolerebbe l’accessibilità verso il museo Archeologico Nazionale, l’argine del Canalbianco, dove si snodano i percorsi ciclopedonali di forte valenza turistica, la nuova area sosta camper e il centro storico”. “Un intervento che consente di migliorare la viabilità del quartiere risolvendo le problematiche legate all'elevato numero di strade che confluiscono nell'incrocio ed alle caratteristiche dello stesso. La situazione attuale crea situazioni di incertezza a veicoli, ciclisti e pedoni. Un’opera pubblica quindi, che metterebbe in sicurezza stradale sia il traffico veicolare e soprattutto quello ciclopedonale con percorsi protetti”-spiega il consigliere con delega alla mobilità Enrico Bonato che aggiunge “la rotatoria servirà anche a far ridurre la velocità sul tratto stradale, dal ponte Chieppara fino al semaforo, rendendolo più sicuro “ Tra i requisiti per partecipare al bando regionale, la presentazione del progetto di fattibilità tecnica economica per il miglioramento della mobilità viaria e un cofinanziamento da parte del Comune di Adria per un’opera che in fase di adesione al bando,

sabato 7 agosto 2021

Adria: Assessori Stoppa e Micheletti “le buone pratiche quotidiane servono a ridurre la presenza dei piccioni”

Prosegue il monitoraggio dei colombi di città nel territorio urbano del Comune di Adria.Uno studio partito in seguito alle segnalazioni della cittadinanza circa i danni e disagi causati dalla presenza dei volatili in ambito urbano e le criticità legate a motivi sanitari nella convivenza uomo/animale e sulle conseguenze delle concentrazioni di guano sul patrimonio storico-artistico Un piano di monitoraggio triennale inserito tra gli obiettivi strategici del Dup (Documento Unico di Programmazione) dell’amministrazione civica Barbierato che dopo il censimento invernale ha effettuato un’altra azione di monitoraggio a giugno Effettuato con il metodo del Distance Sempling, il censimento ha consentito un confronto con i risultati ottenuti dai conteggi invernali che mostrano una differenza sostanziale relativa alla dimensione e distribuzione della popolazione. Mentre d’inverno i piccioni si raggruppano in grandi cluster all’interno del centro urbano in cerca delle scarse risorse alimentari disponibili, durante la stagione calda invece, i colombi di città si disperdono nel territorio in cerca di siti di nidificazione idonei e di approvvigionamento alimentare negli ambiti agricoli limitrofi. A dimostrarlo i 483 individui registrati per chilometro quadrato a giugno, la metà rispetto alla campagna invernale che aveva prodotto una stima di densità pari a 992 piccioni per chilometro quadrato durante il primo censimento. Un risultato che va ad aggiornare il piano comunale sul monitoraggio dei colombi, dal quale emerge ancora una volta la presenza oltre i limiti di soglia di piccioni nel centro storico. Un dato imputabile, secondo la ditta veneziana Laguna Project esecutrice del monitoraggio, alla presenza di numerosi posatoi disponibili presso le aree di alimentazione (tetti e cornicioni del centro) e che i siti di nidificazione per molti volatili sono i ponti e i casolari abbandonati. “Sono importanti le buone pratiche che portano alla riduzione delle presenze dei piccioni –spiegano gli assessori all’ambiente e al decoro urbano, Matteo Stoppa e Andrea Micheletti-- sia con l’incremento e il ripristino dei dispositivi di dissuasione nelle aree di nidificazione e sia per la diminuzione della disponibilità del cibo. Una fattore, quest’ultimo, che può essere ridotto intervenendo sulla gestione della raccolta dei rifiuti, sulle buone pratiche quotidiane adottate dai gestori di attività di ristorazione e i cittadini ad evitare di depositare cibo per i piccioni, come previsto dal nuovo regolamento comunale sul decoro urbano (pena una sanzione che varia dai 50 ai 150 euro).Buone pratiche in linea con i metodi ecologici riportati nel piano di controllo del colombo di città stilato dalla regione Veneto-evidenziano gli amministratori- Un Piano di contenimento che argomenta la sterilizzazione dei piccioni, come una misura accessoria e non prioritaria”.